Pavel Korbička

Reference



PAVEL KORBIČKA, Miroslava Hajek, Novara, 2019


Pavel Korbička inizia la sua opera partendo da una base estetica secondo la quale non conta nell’ispirazione dell’opera la oggettività, ma conta la percezione, il sentimento, il sogno, la immaginazione.
Luce e colore, luce elettrica usata in alternativa ai pigmenti dell'artista, ma anche come allusione al colore dello spettro ricorda una composizione quasi musicale e si riflette sul tempo. La luce è un elemento essenziale nel suo concetto creativo, che non solo ha il contenuto simbolico tradizionale, ma è soprattutto un segno potente per le arti e per il mondo moderno. Esprime una tensione che diviene ricerca di modalità espressive atte a rappresentare ciò che trascende il reale.
Soprattutto nel uso della luce di neon rammenta il primato della cultura ceca nel campo della storia dell'arte e anche della tecnologia perché era proprio un artista ceco Zdenek Pesanek che ha utilizzato per primo neon nei anni 30, inventando pure il modulatore di questa luce. Succesivamente nel 1951, il fondatore dello spazialismo Lucio Fontana creò, per la IX triennale di Milano, una struttura interamente realizzata con tubi al neon, posta all’ingresso della manifestazione.
Pavel Korbička, nelle sue installazioni, si basa sul nesso con il lavoro di questi due artisti, ma lo spinge avanti verso le problematiche simultanee
dell'arte contemporanea.
Lo interessa la diffusione della luce colorata che lo accomuna alla ricerca di Dan Flavin che riguarda sia l’impersonalità della luce fredda del neon, sia il suo rapporto con lo spazio in cui l’opera è inserita, in quanto, emanando luce colorata, invade e modifica l’area circostante e tutto ciò che essa contiene.
Martial Rayssee che in qualche modo anticipa la ricerca di Korbicka relativa al movimento della danza , portò a sviluppare un linguaggio più vicino alla Pop Art americana. Nelle sue opere la pittura, dai colori vivaci e volutamente non realistici, viene associata continuamente a sottili tubi al neon che vengono utilizzati per sottolineare alcuni particolari delle figure, molto spesso volti femminili, come le labbra o gli occhiali, oppure per aggiungere simboli tipicamente pop.
Franҁois Morellet altro autore nel cui lavoro possiamo individuare le connessioni alle ricerche di Korbicka, invece interpretò il neon soprattutto in senso geometrico e ritmico. Egli utilizzò il neon anche per riflettere sulla possibilità di questo materiale di definire uno spazio, creando una serie di strutture tridimensionali prospettiche, una sorta di sculture geometriche ad intermittenza. Korbička può graduare lo spazio con una struttura fatta di pareti in policarbonato che modificano la luce  colorata, la diffondono nell'ambiente circostante e creano radiazioni di colore illusorie e intangibili.In questo modo, ambiente versatile  trasmette la possibilità di un'esperienza virtuale spazio-temporale.
La fase durante la quale il progetto è configurato determina il nuovo significato del tempo che si traduce in una rivalutazione dell'oggettività della struttura di base e non termina semplicemente nell'assimilazione delle regole fisiche, ma sposta la questione dello spazio soggettivo in una situazione in cui è contemporaneamente confermato e negato.
La parte essenziale ed estremamente attuale dell'opera di Korbičkova, realizzata attraverso il uso di materiale e della tecnologia contemporanea, è la sua capacità di creare un effetto finale altamente emotivo con indubbio significato spirituale. Il risultato finale, ottenuto utilizzando minimi mezzi espressivi, colpisce lo spettatore attraverso l'ambiente colorato costruito dall'installazione. Il misterioso flusso e riflusso di forme segrete dei colori irradiati e diffusi dale strutture dialoganti coinvolgono il fruitore in un esperienza di visuto sensoriale.
Con quest'opera ottiene la possibilità di utilizzare il mezzo per ricostituire struttura ed intensità del colore sottolineando lo spazio e il volume delle forme luminose. Riflessi di luci colorate si manifestano in particolare nella percezione di grande estensione data dall'utilizzo spaziale e creano anche dei volumi e spazi virtuali che si percepiscono visualizzando quello che si potrebbe chiamare lo spazio parallelo.
Integrano allestimento due annotazioni del movimento, disegnati dalla luce di sottili tubi di neon, in netto contrasto con mosse celate che comunque si possono intuire ma al tempo stesso non ne rappresentano una contradizione. Potremmo definirle piutosto come una delle infinite possibilità nel campo di una esperienza  del reale di intonazione più irrazionale.
Aspetto importante dell'installazione di Korbicka è la sua interazione comunicativa con lo spettatore, che è assorbito dal lavoro, diventa parte di  lui e in questo senso ha l'opportunità di identificarsi con esso. Ciò significa che l'opera può arricchire l'immaginazione interpretativa generale ed  automaticamente può disporre di una possibile ampia sintonia conoscitiva.

Miroslava Hajek